
Bartolomeo Manfredi
1582–1622 · Ducato di Mantova · Caravaggismo, Barocco
La storia
Non si conosce alcun dipinto firmato da Bartolomeo Manfredi, e per secoli diverse sue tele furono esposte sotto il nome di Caravaggio. Eppure, tra i giovani pittori che si riversarono a Roma intorno al 1610, in cerca dello shock del naturalismo crudo di Caravaggio, era Manfredi che davvero copiavano. Era sceso dal nord, dai dintorni di Cremona in Lombardia, e forse conobbe lo stesso Caravaggio prima che questi fuggisse dalla città nel 1606.
Quello che fece Manfredi fu trasformare uno stile selvaggio in qualcosa che un allievo poteva imparare. Gli scrittori più tardi lo chiamarono la Manfrediana Methodus, il metodo Manfredi. Figure a mezza altezza spinte in primo piano, una sola luce dura che le sfiora, e soggetti quotidiani al posto dei santi. Riempì le sue scene di giocatori di carte, indovine e soldati che bevono nei corpi di guardia, la vita bassa delle strade. Caravaggio aveva dipinto pochi quadri simili. Manfredi ne fece un intero genere.
Attraverso di lui la maniera viaggiò verso nord. Francesi come Valentin de Boulogne, e visitatori olandesi e fiamminghi, la appresero nella sua bottega e la riportarono oltre le Alpi. Oggi gli si attribuiscono una quarantina di opere, per lo più ricostruite confrontando le mani più che sui documenti. Morì a Roma nel 1622, a soli 40 anni circa.






