
Francesco Morone
1471–1529 · Repubblica di Venezia · Scuola veronese
La storia
Ai piedi del trono, nella Madonna tra san Nicola e san Zeno, patrono di Verona, che sta a Brera, c'è un cartellino dipinto con una riga di latino: Franciscus filius m. dominici de Moroni pinxit. Francesco, figlio di maestro Domenico Moroni, l'ha dipinta. Aveva allora circa 31 anni e prendeva commissioni proprie, e il padre era vivo e ancora al lavoro.
Verona era veneziana da un secolo, e i suoi pittori erano tirati da due parti. Domenico aveva assorbito il disegno duro e scultoreo di Mantegna, pittore di corte nella vicina Mantova, mentre il colore più caldo di Venezia arrivava per le stesse strade dei governatori veneziani. Francesco si formò nella bottega paterna accanto a Girolamo dai Libri, un miniatore che gli restò amico per tutta la vita e che più tardi dipinse con lui le ante d'organo di Santa Maria in Organo.
Quella chiesa conserva il suo lavoro migliore. Tra il 1505 e il 1507 ne affrescò la sagrestia, sopra le tarsie di legno che un monaco della casa, fra Giovanni da Verona, aveva incassato tutt'intorno alla sala. Vasari la vide più di 40 anni dopo e scrisse che era la più bella sagrestia d'Italia. Morone fece testamento a Verona il 15 maggio 1529 e morì lo stesso giorno. Fu sepolto in San Bernardino, la chiesa francescana che aveva già il suo primo quadro firmato, una Crocifissione del 1498, e la tomba del padre.




