Orazio Riminaldi
1593–1630 · Granducato di Toscana · Barocco, Caravaggismo
La storia
Intorno al 1615 un giovane pittore pisano arrivò a Roma, quando ormai andava spegnendosi il movimento che Caravaggio aveva avviato dieci anni prima. Caravaggio era già morto, ma i suoi seguaci affollavano la città, e Orazio Riminaldi si unì a loro, imparando le ombre nette e il realismo popolare da pittori come Bartolomeo Manfredi e Orazio Gentileschi, tra i principali caravaggisti dell'epoca.
Il suo dipinto più noto è agli Uffizi: un Amore trionfante, un fanciullo alato che calpesta gli strumenti della guerra, della musica e del sapere. La posa deve qualcosa al celebre Amore dello stesso Caravaggio, ma quando Riminaldi lo dipinse quel naturalismo crudo si era ormai raffreddato in qualcosa di più levigato e classico, vicino al pittore francese Simon Vouet, che aveva conosciuto anche lui a Roma.
Tornò a Pisa e vi lavorò per tutti gli anni Venti del Seicento, con un grande affresco nella cupola del duomo. Nel 1630 una peste devastò il nord e il centro Italia, spazzando via in molte città quasi un quarto della popolazione. Riminaldi la contrasse e morì nel dicembre di quell'anno, a 37 anni.




