
David con la testa di Golia
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La storia
Nell'inventario delle collezioni ducali sabaude del 1635 questo David compare come opera di Bartolomeo Manfredi, il pittore lombardo tra i seguaci più vicini a Caravaggio. Era un'ipotesi sensata, e non rimase l'unica. In seguito la tela passò a Lionello Spada, bolognese, poi a Mattia Preti, poi di nuovo a Manfredi, tutti nomi della cerchia caravaggesca. Solo con il catalogo di una mostra della Galleria Sabauda, nel 2003, si è fermata sul nome di Orazio Riminaldi, giovane pittore pisano, e il museo la data oggi tra il 1617 e il 1620, nei suoi primi anni romani. Il soggetto viene dal primo libro di Samuele, il pastorello che regge la testa mozzata del gigante. Nel 2014 il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale l'ha pulita, togliendo materiali alterati lasciati da un restauro precedente.



