
Didier Descouens · PD
Apullia alla ricerca di Appullo
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La storia
A Petworth, la residenza del suo mecenate lord Egremont, Turner conosceva bene un paesaggio di Claude Lorrain, «Giacobbe con Labano e le sue figlie». Questa tela lo segue quasi elemento per elemento. Turner la mandò all'inizio del 1814 al concorso annuale della British Institution, una società di collezionisti londinesi che assegnava premi pensati per i pittori giovani. Aveva 38 anni ed era accademico a pieno titolo della Royal Academy, e dal 1810 nessun accademico vi aveva più partecipato. Il termine scadeva il 4 gennaio, e lui consegnò il quadro il 15, senza scusarsi, troppo tardi per concorrere. Il soggetto è tratto dalle «Metamorfosi» di Ovidio, dove un pastore dell'Apulia che aveva deriso delle ninfe imitandone le danze viene mutato in un olivo selvatico. Turner inventò per lui una moglie, Apullia, che va a cercarlo. Il critico William Hazlitt scrisse quel febbraio che, preso in prestito tutto il gusto e tutta l'immaginazione, l'occhio, la mano e la memoria del pittore erano all'altezza di qualsiasi impresa. In basso a sinistra Turner scrisse per intero il soggetto, e sul tronco di un albero si legge il nome Appulus.




