
Vincent van Gogh · PD
Campo di papaveri
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La storia
L’8 maggio 1889 Van Gogh entrò di sua volontà nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole, a Saint-Rémy-de-Provence. All’inizio di giugno ottenne il permesso di dipingere fuori dalle mura, e questo campo fu tra i primi soggetti che scelse. Lo osserva da un punto un po’ rialzato, sopra un avvallamento di campi di grano, con una pasta densa in cui il rosso dei papaveri si accende contro il verde.
Nel 1911 Gustav Pauli, direttore della Kunsthalle di Brema, lo acquistò per 30.000 marchi, e l’acquisto scatenò una polemica in tutta la Germania. Il pittore Carl Vinnen, della colonia di artisti di Worpswede, unico nel consiglio dell’associazione artistica a votare contro, pubblicò in aprile l’opuscolo «Una protesta di artisti tedeschi», sottoscritto da oltre 120 pittori e critici convinti che i musei tedeschi spendessero troppo per l’arte francese. Nello stesso anno uscì la risposta, con interventi di August Macke, Franz Marc, Max Pechstein e Vasilij Kandinskij.




