Fate posto al grande Raffaello!
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La storia
Per oltre due secoli la Madonna Sistina di Raffaello era rimasta sull'altare di San Sisto, a Piacenza. Nel 1753 i monaci la vendettero ad Augusto III, re di Polonia ed elettore di Sassonia, e il 1° marzo 1754 il quadro arrivò a Dresda. A quel giorno è legato un aneddoto: il punto meglio illuminato della sala era occupato dal trono, i servitori esitavano, e il re lo spinse via con le sue mani gridando «Fate posto al grande Raffaello!». Nessun documento lo conferma, e oggi la scena la si conosce soprattutto grazie a questo foglio di Menzel.
Menzel la racconta come un momento di casa, con tocchi rapidi di guazzo e pastello. A sinistra una dama avvolta in uno scialle chiaro, vista di spalle, che il museo identifica con la regina. Al centro un servitore si curva sotto la grande tela scura che stanno portando dentro. A destra il re, con un berretto rosso e una vestaglia orlata di pelliccia, scosta una poltrona dorata. Il pittore stesso lo definì un «Augusto domestico», per un istante spostatore di mobili in nome di qualcosa di più alto. Iniziato nel 1855, il foglio fu ripreso nel 1859, quando Menzel aggiunse carta a sinistra e in basso e lo ridusse sul lato destro.





