
Seppellimento di santa Petronilla
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La storia
A Roma Petronilla era venerata come figlia di san Pietro. Secondo la leggenda rifiutò le nozze con un nobile pagano di nome Flacco e morì dopo giorni di digiuno e preghiera. Dall'VIII secolo le sue reliquie stavano in una cappella addossata all'antica basilica, che i re di Francia consideravano propria, e nel 1606 furono trasferite nel nuovo San Pietro. Il 28 dicembre 1621 papa Gregorio XV commissionò al Guercino la pala per il suo altare, consegnata nel 1623. È alta più di sette metri e racconta la storia su due piani. In basso alcuni uomini calano il corpo nella fossa, in una luce calda. In alto la santa si inchina davanti a Cristo che l'accoglie, mentre un angioletto le porta la corona del martirio. Nel Settecento le pale della basilica furono sostituite una dopo l'altra da copie in mosaico, e nel 1730 quella di Pietro Paolo Cristofari prese il posto della tela sull'altare, dove si trova ancora. L'originale passò al palazzo del Quirinale, fu portato a Parigi dalle truppe napoleoniche, tornò in Italia grazie allo scultore Antonio Canova e nel 1818 fu collocato qui, nella sala che oggi porta il nome della santa.




