
Incendio di Borgo
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La storia
Quando Leone X ereditò queste stanze dopo la morte di Giulio II, dedicò la successiva ai papi che prima di lui avevano portato il suo nome. Le pareti raccontano fatti di Leone III e Leone IV, e questa scena, dipinta nel 1514, fu la prima. Il disegno è di Raffaello, ma gran parte della pittura spetta alla sua bottega, soprattutto agli allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni.
La storia viene dal Liber Pontificalis, l'antica cronaca dei papi. Nell'847 scoppiò un incendio nel Borgo, il quartiere affollato davanti a San Pietro. Leone IV si affacciò alla loggia delle Benedizioni, impartì la benedizione e le fiamme si spensero. Raffaello relegò quella piccola figura sul fondo, sulla facciata della vecchia basilica, e riempì il primo piano di gente che spegne il fuoco o gli sfugge. Donne portano brocche d'acqua con le vesti scosse dal vento, e un uomo nudo si cala da un muro.
A sinistra un giovane porta sulle spalle un vecchio, con un bambino accanto. È l'immagine di Virgilio, Enea che porta il padre Anchise fuori da Troia in fiamme, il progenitore troiano dei Romani calato in una strada di Roma che brucia. Una generazione dopo Giorgio Vasari, il biografo degli artisti, lodò proprio la fatica di quel giovane piegato sotto il peso del padre.




