Ammostatore (modello in gesso)

Ammostatore (modello in gesso)


Dettagli

Anno
1818
Tecnica
gesso
Tipo
scultura
Dimensioni
128 × 43 cm

La storia

Un ragazzino sorridente, con i piedi affondati nel tino, pigia l'uva tenendo una mano sul fianco. Quella mano e la posa un po' sbilanciata vengono dal David in bronzo del Verrocchio, fuso verso il 1465 e oggi al Bargello. Bartolini modellò l'Ammostatore fra il 1816 e il 1820 circa, e da questo gesso ricavò tre marmi nell'arco di oltre 20 anni. Il primo, dei primi anni Venti, per il conte James-Alexander de Pourtalès-Gorgier, è probabilmente quello dell'Ermitage. Un altro è in collezione privata. L'ultimo, scolpito fra il 1842 e il 1844 per il collezionista bresciano Paolo Tosio, ebbe un grande successo e divenne l'esempio del bello naturale, l'imitazione diretta della natura, contro il bello ideale neoclassico. Ed è qui che contano i piccoli punti scuri sparsi sul gesso. Sono i punti di riferimento per la traduzione in marmo. Lo scalpellino ne misurava la distanza da capisaldi fissi e trapanava il blocco fino alla stessa profondità, così il marmo seguiva il modello punto per punto, anche tre volte di seguito.

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