
Il suicidio di Cleopatra
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La storia
Nell'agosto del 30 avanti Cristo, con l'esercito di Ottaviano ormai ad Alessandria, Cleopatra si tolse la vita per non essere esibita per le vie di Roma come trofeo del suo trionfo. Plutarco racconta che l'aspide le arrivò nascosto in un cesto di fichi. Più di 1600 anni dopo questa tela finì proprio a Roma, presso i Barberini, la famiglia di papa Urbano VIII. Fu un dono di Marco Marazzoli, musicista al servizio del cardinale Antonio Barberini, e Lanfranco la dipinse intorno al 1630. Il museo la legge come la scena di un melodramma barocco, quel teatro in musica che i Barberini facevano rappresentare a Roma in quegli anni. La regina ha gli occhi spalancati e le labbra dischiuse, e il corpo, quasi un marmo antico sotto la luce, emerge dal buio avvolto in un panno rosso fuoco. Lanfranco usò la stessa modella della sua Venere che suona l'arpa, anch'essa donata da Marazzoli. Il quadro uscì dalla famiglia con la dispersione della collezione Barberini negli anni Trenta del Novecento, e nel 2022 lo Stato l'ha acquistato per il museo che ha sede nello stesso palazzo dei Barberini.




