Venere Italica

Venere Italica


Dettagli

Anno
1812
Tecnica
marmo
Tipo
scultura

La storia

«Io dunque ho visitata e rivisitata, e amoreggiata e baciata» questa Venere, scriveva Ugo Foscolo nell'ottobre del 1812 all'amica veneziana Isabella Teotochi Albrizzi. E aggiungeva che se la Venere dei Medici era una bellissima dea, questa era una bellissima donna.

La statua si trovava allora agli Uffizi, nella Tribuna, al posto rimasto vuoto dopo la partenza dell'antica. L'11 settembre 1802 le autorità francesi avevano requisito la Venere de' Medici per il Louvre, e il re d'Etruria, Ludovico di Borbone, aveva chiesto a Canova una copia che la sostituisse. Canova non voleva copiare. In quasi dieci anni scolpì una Venere tutta sua, in piedi, che stringe al corpo un drappo come sorpresa all'uscita dal bagno. Nel frattempo la Toscana passò dai Borbone ai Bonaparte, e fu Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone e granduchessa, ad assicurarsi l'opera nel 1809. Il 29 aprile 1812 la statua entrò nella Tribuna.

Quando, caduto Napoleone, la Venere antica tornò a Firenze, quella di Canova passò a Palazzo Pitti, nella sala che già da quasi due secoli portava il nome della dea per gli affreschi della volta dipinti da Pietro da Cortona negli anni Quaranta del Seicento.

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