
Artemisia Gentileschi
1593–1653 · Stato Pontificio · Caravaggisti
La storia
Nel 1610, a diciassette anni, Artemisia Gentileschi aveva già dipinto Susanna e i vecchioni, una grande scena biblica firmata con il proprio nome, formata fin da bambina nella bottega romana del padre Orazio. Due anni dopo trascorse sette mesi a testimoniare in un processo per stupro. L'imputato era Agostino Tassi, un pittore che il padre aveva assunto per farle da maestro. Poiché il tribunale non si fidava della sola parola di una donna, fu costretta a deporre con dei lacci stretti intorno alle dita, un metodo consueto pensato per verificare se il dolore l'avrebbe indotta a cambiare versione. Non lo fece. Tassi fu condannato, sebbene la pena non venne mai realmente eseguita.
Nello stesso periodo dipinse la propria versione di Giuditta che decapita Oloferne, la vedova dell'Antico Testamento che salva la sua città uccidendo un generale invasore nella sua tenda. I pittori precedenti che avevano affrontato quella scena, incluso Caravaggio, amico del padre, avevano tenuto Giuditta a debita distanza dalla violenza. La Giuditta di Gentileschi e la sua ancella vi si gettano con tutto il peso del corpo, il sangue che schizza sulle lenzuola, e gli storici dell'arte hanno da tempo notato la somiglianza tra il volto del generale morente e quello di Tassi.
Costruì in seguito una carriera che poche donne della sua epoca avrebbero potuto eguagliare, lavorando per la corte medicea a Firenze, poi a Roma, Venezia, Napoli e brevemente per Carlo I a Londra, e nel 1616 divenne la prima donna ammessa all'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Opere
62 opere
Il martirio di san Gennaro nell'anfiteatro di PozzuoliArtemisia Gentileschi, 1636
Venere e Cupido (Venere dormiente)Artemisia Gentileschi, 1627
Cleopatra scoperta dalle sue ancelleArtemisia Gentileschi, 1635
LucreziaArtemisia Gentileschi, 1630
LucreziaArtemisia Gentileschi, 1623
Maddalena come MalinconiaArtemisia Gentileschi, 1620
Maddalena in estasiArtemisia Gentileschi, 1623
Nascita di san Giovanni BattistaArtemisia Gentileschi, 1635
Autoritratto come allegoria della Pittura (La Pittura)Artemisia Gentileschi, 1630
BetsabeaArtemisia Gentileschi, 1637
Clio, musa della StoriaArtemisia Gentileschi, 1632
Sant’ApolloniaArtemisia Gentileschi, 1642
Susanna e i vecchioniArtemisia Gentileschi, 1652
Cristo e la SamaritanaArtemisia Gentileschi, 1637
Giuditta e la fantesca con la testa di OloferneArtemisia Gentileschi, 1645
Giuditta e la fantesca con la testa di OloferneArtemisia Gentileschi, 1645
Ritratto di una monacaArtemisia Gentileschi, 1618
Santa Caterina d'AlessandriaArtemisia Gentileschi, 1640
Madonna del Rosario col BambinoArtemisia Gentileschi, 1651
AuroraArtemisia Gentileschi, 1627
Corisca e il satiroArtemisia Gentileschi, 1630
Giuditta e la sua ancella con la testa di OloferneArtemisia Gentileschi, 1639
MinervaArtemisia Gentileschi, 1635
Ritratto di gentiluomo, probabilmente Antoine de VilleArtemisia Gentileschi, 1626
Ritratto di una dama con ventaglioArtemisia Gentileschi, 1620